Coding e innovazione didattica

Cattura

Mi occupo di Formazione ma nn sono un insegnante e svolgo la mia attività sia nelle Scuole che in ambienti virtuali, oltre che essere stato anche docente in un laboratorio ICT nel II ciclo del TFA
Il mio interesse è acquisire sempre maggiori competenze per condividerle con chi ritiene di (migliorare) rinnovare le metodologie educative pedagogiche nella Scuola anche attraverso il mio contributo
Lo scenario che ipotizzo da attuare in una prossima attività di insegnamento che si occupa del Coding si basa sulla convinzione che il miglior apprendimento sia quello che si fonda nell’impegnarsi nella costruzione di qualcosa di concreto e credo che debba essere un percorso da iniziare fin dalla scuola Primaria, in senso ludico e attraverso esperienze dirette, anche non necessariamente supportate dalla Tecnologia

Le esperienze concrete possono costituire un contesto significativo per lo sviluppo della creatività, del pensiero critico e avviare alla soluzione dei problemi, ma le scuole spesso lo dimenticano in quanto tendono a preparare gli studenti per qualcosa che sta per accadere la prossima settimana, il prossimo anno, o in qualche futura carriera
Gli educatori inoltre parlano spesso genericamente di come gli studenti dovrebbero possedere il proprio apprendimento, ma dimenticano molte volte che se non ne hanno il controllo, non possono arrivare a possederlo, perché l’apprendimento è sempre un’esperienza personale
Posto che l’esperienza educativa basata sul fare è sintetizzabile come un flusso intenso, coinvolgente e divertente al punto da portare anche i bambini a desiderare di provare e riprovare, occorre comprendere l’utilità di dare agli studenti il tempo per riflettere, inventare, progettare, costruire, ma poi anche il tempo per correggere gli errori, migliorare e testare i propri prodotti per migliorarli ancora una volta, affinchè si compia il percorso di apprendimento
L’introduzione del Pensiero Computazionale come elemento innovativo delle metodologie pedagogiche, la sua comprensione nell’attuazione di attività di Coding, si sovrappone e coincide con le inclinazioni naturali dei bambini ed alla potenza del learning by doing
Questa consapevolezza richiede però un profondo cambiamento della didattica che deve passare da trasmissiva a laboratoriale, attraverso un apprendimento significativo che offra la possibilità di lavorare per problemi situati e contribuire alla loro soluzione, poiché l’apprendimento risulti più efficace quando le persone saranno chiamate ad agire sugli oggetti del mondo reale

La Scuola oggi, come sosteneva Dewey, purtroppo, è infatti ancora troppo distante dalla vita reale ed incapace di preparare lo studente alla vita adulta e non bisogna dimenticarci neanche quanto sembri apparire positivo l’impatto della programmazione non solo come un apprendimento attivo, ma anche sul tasso di fallimento e di abbandono
Per questo ritengo che il Pensiero Computazionale non possa essere sviluppato e appreso in un’ora o in una settimana, ma che debba essere un percorso coerente e lineare, nel progettare una potenziale attività di formazione e che si debba iniziare dalla Primaria per proseguire con la Secondaria fino all’Università
Le prime attività da destinare alla Primaria possono essere incentrate sulla sperimentazione di percorsi “analogici”, cioè realizzati senza l’utilizzo delle Tecnologie
Si possono immaginare esperienze come utilizzare materiali riciclati per progettare e costruire un giocattolo divertente o un gioco; creare percorsi di scoperta con mappe cartacee che introducano simbologie grafiche che poi ritroveremo in applicativi come Scratch, per la comprensione del concetto di algoritmo; attività di riflessione e metacognizione sulle proprie esperienze attraverso la pianificazione e la preparazione di una vacanza con i genitori; racconti realizzati in collaborazione con altri studenti usando foto, disegni e testi
Tutti scenari che comunque non possono essere preconfezionati perchè devono essere progettati in collaborazione con il corpo docente, le loro preconoscenze, i frutti della ricerca-azione, le risorse degli Istituti e per questo si rende necessario costruirli insieme di volta in volta
Si tratta di avvicinare i docenti al Pensiero Computazione in modo che non intendano il Coding come una disciplina ma come una strategia educativa trasversale e integrabile nella loro didattica in classe, i cui concetti possono essere facilmente ripresi e riutilizzati in tutte le discipline, non solo quelle scientifiche, avvalendosi dell’approccio tipico del problem posing e solving

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