Coding nella Scuola di Primo Ciclo

Per il tipo di formazione kitricevuta (laurea in Pedagogia), ho sempre attribuito fondamentale importanza al linguaggio, sia come strumento di ascolto che di comunicazione
Per questo, ipotizzando uno scenario per avvicinare al Coding gli alunni di una Scuola di Primo Ciclo, metterei inizialmente in atto attività “analogiche” (manuali) per poi arrivare con il tempo ad usare strumenti digitali, come Lim, Tablet, PC o Smartphone
Nella prima fase di questo percorso metterei in atto nella Primaria attività concrete come cacce al tesoro, labirinti, mappe per arrivare a destinazioni che facciano parte del vissuto quotidiano (ad esempio a Scuola), con l’utilizzo di interfacce grafiche “accattivanti” e coerenti con gli strumenti digitali che poi potrebbero incontrare (penso a Scratch) proseguendo il loro percorso scolastico
Chiederei ai bambini di riflettere su come le “cose” ci parlano e in che modo farsi ascoltare, cercando di esplorare desideri e bisogni attraverso il loro naturale pensiero creativo, per mettersi nei panni di colui che ascolta e che deve “eseguire”
Li stimolerei ad immaginare funzioni che vorrebbero svolgessero per loro gli oggetti di tutti i giorni con cui si trovano a confrontarsi, come la TV, gli elettrodomestici della mamma, l’automobile del babbo, le luci della loro cameretta, il tavolo su cui giocano o il letto dove dormono
In questa fase il pensiero computazionale avrebbe lo scopo di portarli a distinguere ed utilizzare diverse tipologie grafiche e testuali, dalla favola a semplici storie o racconti, costruiti seguendo la successione temporale dei fatti e utilizzando fantasia e immaginazione, rafforzando la loro capacità comunicativa

Poichè parto sempre da esperienze vissute per proiettare la mia progettazione verso attività formative future, questo stesso tipo approccio ho già avuto modo di “testarlo” con i miei ultimi tirocinanti del TFA, anche se un pò più “grandicelli”, con cui un giorno affrontai il tema della libertà della Rete e delle gabbie dorate delle App, accompagnati da un Professore universitario docente di Computer Science
In quella occasione emerse con chiarezza che la libertà del pensiero e l’attitudine al problem solving si esprimono al massimo quando sei indotto “al fare” (Learning to doing), così come avviene per i più piccoli quando sono stimolati a produrre qualcosa, anche attraverso la funzione del gioco e non “all’usare” le App solo per durare meno fatica
La finalità dei miei laboratori non è mai stata quella di far “imparare” ad usare alcuni strumenti, ma piuttosto di “familiarizzare” con essi, senza accettarli acriticamente e soprattutto per condividere le conoscenze di ognuno
E infatti, in occasione di quel laboratorio, la maggior parte dei corsisti si “perse” in Rete alla ricerca di App, finchè non riuscì ad emozionarli e gratificarli imparando insieme a programmare una Pirate Box (1) che consentiva alla nostra comunità di classe di accedere a documenti e contenuti multimediali via wifi pur non avendo una connessione a Internet
Forse i nostri piccoli alunni saranno più “fortunati” se guidati a ragionare per tempo con la propria testa per diventare persone consapevoli e cittadini competenti?
Se “A scuola nessuno è straniero”, spesso però lo diventiamo nella Vita quando accettiamo passivamente il pensiero di altri e ci dimentichiamo, ad esempio, che siamo noi stessi che diciamo alle “cose” quale comportamento tenere

(1) La Pirate box è “un oggetto” nato per scopi diversi che, una volta riprogrammato, cambia la sua funzione da ripetitore di segnale di Rete via wifi a hot spot ed al cui interno possono essere memorizzati contenuti da condividere, elaborare e ricondividere con chi è connesso, permettendo collaborazione e lavoro di gruppo
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Life Long Learning

I nuovi paradigmi della Formazione e i valori della Conoscenza mediati dal Life Long Learning attraverso un contributo di Gianni Marconato

Metafora

sistema solare2Una sera di queste ho guardato un documentario su National Geographic che spiegava il Sistema Solare
Ripensandoci ho intuito che avrei potuto utilizzarlo per spiegare il mio concetto di Metafora
Per la Terra avevano usato un pallone da calcio, per il Sole un’enorme sfera gonfiabile
Il commentatore spiegava che se ci fosse stato un disastro astronomico e il sole fosse precipitato sulla Terra, sarebbe stato come se un enorme Caterpillar avesse schiacciato una vecchia Volkswagen maggiolino, mostrandolo con un fumetto animato
Poi ha parlato della distanza fra la Terra e Urano e per dimostrare l’enorme distanza che c’è fra i due, ha cominciato a camminare lungo un viale alberato di NY per chilometri
Visto in Tv sembrava un gioco, ma in realtà spiegava in modo comprensibile a chiunque l’Astronomia
Queste sono per me le metafore di cui parlava Andreas nel suo post
Un trasferimento di significato fra due cose/oggetti, che in questo caso riescono a creare un forte impatto comunicativo
Così come la similitudine del nostro ambiente di apprendimento con l’immagine del Villaggio, riesce a farci “sentire” a nostro agio, pari fra pari, in una comunità orizzontale
In questo sta il fascino della proposta del cMOOC